LUNEDI' 31 AGOSTO 2009
FABRIZIO CASALINO in "Quattro salti in favela"
Sono nato il 18 novembre del 1970 a Genova, più precisamente a Pegli, un tempo “perla del Ponente” oggi ex ridente cittadina soffocata dall’abbruttimento inarrestabile della costa. A Pegli è nato Fabrizio De André. Anche Gino Paoli ha vissuto qui in gioventù. Entrambi hanno traslocato.
Salterei le amenità della mia prima giovinezza. Ricordo distintamente di aver a un certo punto fatto il Classico. A metà liceo mi sono innamorato e ho avuto la brillante idea di comprarmi una chitarra per avere più carisma e sintomatico mistero.
La tipa non c’è stata. Ma la chitarra, superato l’inizio faticoso, ha cominciato a darmi tale e tanta felicità che ancora oggi non riesco quasi a crederci.
Mi sono iscritto a Giurisprudenza, e nel frattempo suonavo nei locali di Genova. Avevo vent’anni e giravo con Max Manfredi, Marco Spiccio, Chicco Sirianni. Dovete sapere che qui a Genova c’è qualcosa nell’aria, sarà il salmastro del mare spesso burrascoso, sarà che siamo indietro sui tempi, fatto sta che viene voglia di scrivere canzoni. Almeno a me e a questi signori. Nel ‘94 Il Premio Tenco (giustamente considerato il non plus ultra in fatto di cantautori cazzuti ed eleganti) mi ha scelto come nuova proposta. A quel punto ho pensato che valesse la pena di tentare il salto e suonare a tempo pieno.
Nel 96 avevo ultimato la realizzazione di un demo insieme ad un arrangiatore di talento. Siamo andati a Milano e in capo a un paio di mesi ho firmato un contratto per 4 lp con la Polygram, la casa discografica di un sacco di gente bravissima fra cui U2, Jovanotti, Fabio Concato, Antonacci, ecc. ecc.
Avevo ventisei anni. Dovevo ancora laurearmi, dovevo fare il servizio civile. Ritenevo ingenuamente di aver coronato il mio sogno. E infatti eccolo lì: il mio primo cd, si chiamava Come un angelo. È partito bene, poi per alterne vicende è andato tutto a rotoli. La vicenda è durata un paio di anni e mi ha portato in giro per il mondo. Sud e Nord America. Durante il secondo viaggio negli Stati Uniti ho scritto un libro, si intitola Il punto di vista di Marvin e per ora nessuno lo ha pubblicato perché giustamente gli editori hanno qualche riserva a stampare migliaia di copie di un libro che racconta le vicissitudini di tale Casalino. Ma se volete sapere di più sul disco potrebbe interessarvi l’inizio: “Benvenuto nello show business”.
Finito il disco ed i viaggi che l’hanno seguito, mi sono ritrovato a Genova, disoccupato.Un amico, Claudio “Rufus” Nocera, mi chiese di fare una canzone durante lo spettacolo dei Cavalli Marci, gruppo comico assai popolare, allora in televisione con Ciro. Accettai e decisi di cantare un pezzo che avevo scritto durante l’università, prima di dare l’esame di Privato. Privato è un esame pazzesco, immenso. Alla vigilia dell’esame, distrutto dallo studio avevo acceso la tv e al telegiornale mostravano immagini del carnevale di Rio. Lo stridente contrasto fra i glutei delle brasiliane dalla pelle ambrata e i loro sorrisi, e la sessione d’esame che mi attendeva nell’aula magna dell’ateneo genovese ha fatto scattare qualcosa nella mia testa, è nata così la prima canzone di Giginho, Samba du Privao, storia di un universitario che si presenta impreparato ma fiducioso.
La canzone, cantata nello spettacolo dei Cavalli, funzionò. Mi chiesero di tornare. Ho dovuto scrivere altre canzoni, gli spettacoli sono diventati numerosi. Frattanto ho incontrato Enrique Balbontin, anche lui ospite dei Cavalli e mio ex compagno di scuola.Enraz, come lo si chiama di solito, è un ragazzo vulcanico. Nel 98 aveva già messo su uno spettacolo settimanale insieme ad Andrea Ceccon, artista di spicco e fondatore delle Voci Atroci. Allo spettacolo La notte dei Fufu seguì un programma radiofonico quotidiano su Radio Babboleo, si chiamava E allora no. Gran bella esperienza, durata un anno. E siamo arrivati al 2001.
Nel 2001 i Cavalli Marci chiesero a me e ad Enrique di seguirli a Milano al Colorado Café, per fare delle serate insieme a Diego Abatantuono.Ora, io non so voi. Ma per me Diego Abatantuono è il cinema. È il viso dei film di Salvatores, e per quelli che come me hanno visto Mediterraneo a 20 anni, conoscere Diego è già una conquista. Lo spettacolo a Milano era seguito dagli addetti ai lavori, e un giorno sono venuti a vederci Dario Vergassola e David Riondino. Stavano per dar vita a Bulldozer, la trasmissione di Rai2. Ci hanno voluto e siamo arrivati in tv.
Nel 2003 Colorado è diventato un programma su Italia Uno e ho pensato che fosse una buona idea avere un sito internet. Adesso faccio il comico. Non me lo aspettavo. Anche perché io ho un grande rispetto per i comici ma fondamentalmente sono una persona seria. Scherzi a parte, questo lavoro mi piace. Spero – se avrò fortuna – di pubblicare anche canzoni “serie” ma non vedo la comicità come un ripiego. Ho scoperto lavorando che far ridere è difficile e appagante. Specie se uno lo fa senza ricorrere a una comicità ascellare. La musica c’è. La chitarra anche.
Stiamo a vedere che succede.
Fonte: http://sito.fabriziocasalino.it/bio/


